Il Disturbo Borderline di personalità – Aspetti clinici (2006)

il disturbo borderline di personalità

IL DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITÀ – ASPETTI CLINICI

Il presente lavoro è frutto della mia esperienza di tirocinio (durata un anno) con adolescenti con disturbo di personalità borderline, presso una Casa Famiglia.

Ci saranno spunti clinici e una breve riflessione sul disturbo in questione.

Ho deciso di svolgere questo tirocinio per comprendere un disturbo che, nonostante avessi approfondito in modo teorico, mi era poco chiaro.. non riuscivo ad immaginare come realmente fosse una persona borderline.

Il riferimento a nomi è casuale.

La cornice teorica rimanda ad autori, quali Adler (1979, 1985), Buie (1979), Fairbairn (1954), Gabbard (1995), Kernberg (1967, 1975, 1984, 1993), Kohut  (1971, 1978), Lingiardi (2001), Mahler (1952, 1963, 1972, 1975), Spitz (1946, 1970), Winnicott (1974).

I sistemi diagnostici di riferimento sono il  DSM IV e l’ICD 10

MARCO, ANTONIO, SALVATORE, LUCA, GAETANO, FABIO…

M. ha 18 anni, è il più grande della casa. M. si distingue per la sua ipocondria e insicurezza, lamenta continuamente dolori vari..ha, visibilmente, un tono dell’umore depresso. M. è anche il narciso della casa. Sempre acconciato di tutto punto, indossa un cappello che non toglie mai, anche quando sta a casa. M., poco dopo essere arrivata, mi parla della sua tendenza ad agire “tutto quello che gli passa per la testa.. soprattutto le cose più pericolose”. Mi ha confessato che incendiava le macchine con le bottiglie di Whisky, a suo dire “la cosa più banale che ha fatto”. Lo scorso anno è stato  bocciato  per aver spaccato il naso a una professoressa.

A., 16 anni, frequenta il primo anno di un Istituto Alberghiero. Tre volte a settimana accompagno A. a scuola e resto con lui durante l’orario scolastico. Tanto protettivo e disponibile con i compagni di classe, con gli insegnanti e con me, quanto irruento ed esplosivo, A. ha degli scatti durante i quali non lo si può gestire. Inizia a correre veloce, a fare flessioni, verticali, e altri pericolosi esercizi fisici, senza badare al momento e al luogo: in classe, per strada, al bar, a casa. A. sta in Casa famiglia con il suo fratellino S., 12 anni,  con cui spesso ha atteggiamenti paterni, sostituendosi a lui con prepotenza, come quando pretende di farsi chiamare “papà”…

S. è il più piccolo della casa, ricerca continuamente abbracci, baci e attenzioni di ogni tipo, che ripaga con un’ accondiscendenza estrema. Dopo qualche mese che ero in struttura, S. spesso mi ha chiesto di aiutarlo a mettere in ordine il suo guardaroba e di stare con lui mentre provava tutti i suoi pantaloni, “per vedere se gli andavano bene”: la cosa che più mi ha colpito è che diceva “si” a tutto quello che gli proponevo, mi ha colpito la sua difficoltà/non volontà di capire quello che gli piaceva e quello che non gli piaceva. S. a casa ruba soldi e oggetti a chiunque, senza fare distinzioni. Spesso viene richiamato dai professori per i suoi atti di bullismo nei confronti dei compagni di classe.

L., 13 anni, spicca per la sua capacità intuitiva, la sua furbizia, il suo egocentrismo e la sua seduttività. Una delle ultime cose che ha fatto in mia presenza è stata quella di ammazzare un topolino a bastonate, mostrandosi soddisfatto per il fascino scatenato negli osservanti che, increduli, guardavano lo spettacolo. L., a scuola, viene spesso richiamato per le sue scappatelle, senza il permesso dei professori e per il suo atteggiamento provocatorio. L. è molto simile a G., il quale si distingue, soprattutto, per la sua capacità di incutere timore: “G. fa paura”. E’  stato sospeso tre volte in un mese a scuola, per le continue aggressioni verso i compagni e i docenti. Dopo vari tentativi di fuga dalla casa, G.,  nell’ultimo periodo, è riuscito a scappare, tornando nella sua casa natìa, da sua mamma, con cui vorrebbe stare, sebbene le condizioni non lo permettano.

F. ha 17 anni.. di F. mi piacerebbe sapere cosa pensa quando sta zitto per giornate intere, senza interagire in alcun modo, nonostante il tentativo dell’equipe curante e dei compagni di casa di coinvolgerlo in scambi verbali e ludici. F. spesso mostra i suoi organi genitali, dandosi piacere in presenza di altri. Quando è infastidito, con richieste o confrontazioni, adotta nel viso movimenti stereotipati che mantiene fino a che la tensione non cala. Frequenta il primo anno di un Istituto Tecnico-Professionale ed è seguito da un’insegnante di sostegno. F. è, spesso, violento e provocatorio.

CONSIDERAZIONI

Irragionevoli, impulsivi, fluttuanti, caotici, aggressivi, incoerenti..sono queste le accezioni che, da profana,  davo ad atteggiamenti, che mi scatenavano rabbia, insofferenza, fastidio, tristezza..atteggiamenti che temevo per la loro imprevedibilità..una relazione/non relazione  che mi stancava, mi toglieva energie.

Ci sarebbe tanto da scrivere..valutazioni, riflessioni.. è troppo, il troppo che appartiene ad un adolescente a cui viene fatta diagnosi di disturbo di personalità borderline..al limite..

Definire la “provocazione” di Gaetano, la “violenza” di Luca, la “compulsione” di Fabio, l’ “irrequietezza” di Antonio, l’ “accondiscendenza” di Salvatore, la “depressione” di Marco, vuol dire delimitare una realtà che non lo è, mettere confini, snaturarla di una imprevedibilità che, in quanto tale, va esperita con Presenza e Contatto, per essere compresa.